Lana libera tutti

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Strada Parma, 35/h5
Pilastro di Langhirano (PR)

Lana libera tutti

Storie di commercio. «Ho sentito la necessità di fare qualcosa di mio, qualcosa per cui svegliarmi la mattina entusiasta di andare a lavorare»… così è nato “Lana libera tutti”

 

«Il negozio è nato grazie alla mia passione per i ferri e l’uncinetto. Sentivo che questa sarebbe stata la mia attività» ci racconta Maria Elena con la gioia e la soddisfazione di chi finalmente è riuscito a realizzare il proprio sogno. Da circa un paio d’anni ha infatti aperto il negozio “Lana libera tutti” a Pilastro di Langhirano, non solo un negozio in cui poter acquistare il materiale per realizzare le proprie creazioni o comprare qualcosa che è già stato realizzato, ma un vero e proprio luogo di incontro dove imparare a creare ciò che si desidera, riuscendo così a mantenere viva una tradizione che ultimamente è sempre più rara.

Come è nata questa attività?
«L’idea è nata quando, dopo aver fatto diversi lavori, ho sentito la necessità di fare qualcosa di mio, qualcosa per cui svegliarmi la mattina entusiasta di andare a lavorare, un lavoro che mi facesse vivere, ed è così che è nato, quasi come per scommessa “Lana libera tutti”. Spinta anche dal fatto che negozi di questo tipo sono rari, nonostante ci siano parecchie donne interessate».

Hai sempre avuto questa passione?
«Ho la passione per la maglia e per l’uncinetto sin da quando ero piccola, infatti ho iniziato prestissimo a realizzare maglioni, nonostante non avessi nessuno in casa capace di lavorare con i ferri e con l’uncinetto. Ho dovuto quindi comprare riviste specializzate, provare e riprovare, è così che ho imparato, da sola».

Non vendi solo filati e gomitoli, ma fai molto di più…
«Sì, diciamo che chi viene in negozio ha tre opzioni: può acquistare il materiale per realizzare ciò che desidera, può comprare qualcosa che è già stato creato da me, come borsette, maglioni, vestiti per bambini e tanto altro, o può venire qui per imparare a farlo. Basta solo un po’ di creatività per realizzare qualcosa di personale fatto su misura, proprio come lo si vuole, invece di adattarsi a quello che si trova nei negozi».

Organizzi dei corsi e delle iniziative, cerchi quindi di coinvolgere le persone…
«Sì, non mi piace fare sempre le stesse cose, organizzo spesso iniziative da fare in gruppo. La mia idea era infatti quella di creare un negozio-salotto, un luogo in cui trovarsi insieme, chiacchierare e distrarsi e allo stesso tempo creare qualcosa. Organizzo corsi e oramai si è formato un gruppo di donne che si ritrova e che sente l’esigenza di cercare spazi propri, momenti in cui confidarsi e rilassarsi facendo qualcosa di diverso dal solito, prendendosi cura di sè. Questi corsi nascono dalla voglia di condividere la mia passione anche con altre persone, insegnando loro a realizzare qualcosa e ad adattare alle proprie esigenze un capo spiegato su una rivista. Mi piacerebbe che questi corsi diventassero anche un momento di crescita personale,  questo è uno dei miei obiettivi futuri. Inoltre, con un gruppo di circa venti persone ci siamo recate alla fiera “Abilmente” che si tiene a Vicenza».

Una curiosità. Hanno mai partecipato degli uomini ai corsi?
«Ho avuto varie richieste di uomini che erano interessati ai corsi, ma poi non hanno avuto il coraggio di iscriversi. A volte c’è qualcuno che accompagna le mogli. Diciamo che però preferiscono altri passatempi, anche se spesso c’è in loro la curiosità di capire come si realizzano le cose fatte all’uncinetto o a maglia».

Quindi la clientela tipica è costituita da donne, ai corsi partecipano anche ragazze?
«Sì, soprattutto vengono ragazze che sono a casa dal lavoro durante il periodo di maternità. Infatti, una delle ragioni per cui ci partecipano sempre meno giovani è proprio perché hanno poco tempo. Un altro motivo per cui sono meno numerose, probabilmente, è anche perchè pesiste, purtroppo, la credenza che lavorare a maglia o all’uncinetto sia un lavoro da persone anziane, proprio per il fatto che sono spesso le nonne ad insegnarlo alle nipoti. Molte ragazze che passano di qui rimangono però incuriosite, ed entrano per chiedere informazioni».

Come mai hai scelto il nome “Lana libera tutti”?
«Il nome l’ho deciso un po’ per caso, nella fretta di aprire il negozio. Mi hanno sempre affascinato i giochi di parole: ho unito il nascondino, che riporta al mondo dei giochi, e questo per me è un gioco, e il fatto che la lana possa “liberare” come ha fatto con me e come può fare con tanti altri. Ho capito che sarebbe stato il nome adatto alla mia attività».

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